Il centro destra a Molfetta contro la raccolta porta a porta

Pubblichiamo il commento di Vito Antonacci, Rifiuti Zero Puglia, all’iniziativa del centro destra molfettese e del sen. Antonio Azzollini contro la raccolta dei rifiuti porta a porta a Molfetta.

Ieri sera ho partecipato all’incontro, tenutosi a Molfetta, alla Fabbrica di San Domenico, sulla raccolta porta a porta. Faccio parte della rete Rifiuti Zero Puglia e ho deciso di essere presente e intervenire, perché il manifesto dell’evento incitava ad essere contrari alla raccolta porta a porta. Capirete che per uno che da anni sta lavorando affinché possa attuarsi la strategia rifiuti zero, il cui primo passo è la raccolta porta a porta, imbattersi in un manifesto del genere nel 2016, è stato uno shock, bisognava fare qualcosa. Sono arrivato che l’incontro era iniziato da qualche minuto ma non ci ho messo tanto a capire che la nutrita platea e i relatori, erano contrari al porta a porta. A sostegno delle loro tesi hanno elencato una serie di motivi, alcuni molto simpatici, tipo la vecchietta che non può fare le scale per portare giù il mastello, mentre le può fare se deve portare giù la busta della spazzatura indifferenziata, a meno che l’anziana non la lanci dalla finestra. Altri motivi erano abbastanza aleatori, come il topo ritrovato nel mastello dopo il suo svuotamento da parte dell’operatore ecologico o come la necessità di ottenere un parere dell’ufficio igiene per avviare il porta a porta. Simpatica la motivazione che i mastelli, dopo l’esposizione sulla strada, sarebbero pieni di batteri patogeni che si porterebbero in casa dopo essere stati svuotati e che ci esporrebbero a malattie indicibili, come minimo una dermatite atipica da contatto. Se fosse così, tutto quello che usiamo e che viene a contatto con il suolo pubblico, arrecherebbe gli stessi problemi, la nostra macchina, le nostre scarpe, la nostra bici, ecc. Ci vuole fantasia da regista di film polizieschi pensare che i mastelli non ritirati, sarebbero un segnale per eventuali malintenzionati che capirebbero se il proprietario è in casa. Addirittura, secondo alcuni, aumenterebbe di molto il consumo di detersivi per la pulizia dei mastelli, con aggravio di spese per gli utenti. Non elenco altri motivi per non dilungarmi ulteriormente. Qual è la loro soluzione? Il ritorno alla raccolta stradale con bidoni di diverso colore per la raccolta differenziata, in alternativa vorrebbero delle buste di diverso colore per ogni frazione di differenziata al posto dei mastelli.
Sono stato ad ascoltare fino a quando hanno chiesto se c’era qualcuno del pubblico che voleva intervenire. Sapevo che la sala era piena di fan dei politici presenti e che quasi la totalità di loro era contraria al porta a porta ma bisognava che qualcuno dicesse le cose come stanno e che quella non era la direzione giusta da prendere.
Nel poco tempo che ho avuto per l’intervento, più volte interrotto, ho cercato di esporre i concetti più importanti secondo i quali è fondamentale il passaggio alla raccolta porta a porta. Ho cercato di spiegare ai presenti che solo con il porta a porta si possono raggiungere le percentuali previste dalla legge, la 152/06 e il collegato ambientale all’ultima legge di stabilità, con altri sistemi non è possibile raggiungere il 65%, il cui mancato raggiungimento esporrebbe gli amministratori ad azioni di risarcimento per danno erariale, giusta sentenza corte dei conti della Liguria contro il comune di Recco. Ho cercato di spiegare che l’unico sistema che responsabilizza gli utenti, è il porta a porta, con mastelli identificabili con accorgimenti che tutelano la privacy. Il porta a porta è l’unico sistema che permette di ottenere le frazioni di differenziata con pochissime impurità, questo comporta una maggiore valorizzazione delle frazioni raccolte, quindi un maggiore guadagno per la collettività. Una tonnellata di plastica in prima fascia, cioè con pochissime impurità, viene pagata più di 300 euro, se invece è in seconda fascia, cioè con più impurità, viene pagata poco più di 100 euro. Anche la frazione organica, l’umido, se contiene impurità oltre una certa soglia, gli impianti di compostaggio rifiutano il conferimento e fanno pagare una sanzione oltre a dover pagare, successivamente, il costo di smaltimento in discarica.
Le buste di plastica non potrebbero essere usate per alcune frazioni, per esempio per l’umido, sarebbero facilmente attaccate da roditori o da randagi, con conseguenze che potete immaginare. Le buste non vanno bene neanche per la carta che sarebbe esposta alle intemperie, rendendola non più riutilizzabile e che quindi finirebbe in discarica.
Le discariche rimaste sono pochissime, molte sono sequestrate, come quelle di Andria e Trani, perché inquinavano la falda. Adesso i nostri rifiuti vanno a finire anche nel Tarantino, con costi di conferimento e di trasporto che in totale si aggirano intorno ai 200 euro la tonnellata. A guadagnarci o a perderci, a seconda delle scelte, sono i cittadini con la loro bolletta della Tari. L’unico sistema per abbattere i costi, sia in termini economici che ambientali, è produrre meno rifiuti e differenziare al massimo e bene, in maniera tale da portare quantità minime di rifiuti in discarica e guadagnare il più possibile dalla vendita dei materiali differenziati. Questo risultato è ottenibile soltanto con una raccolta porta a porta. Di sicuro il sistema in vigore a Molfetta, ha delle criticità, oltre al fatto che non è totale in tutta la città. Sono problematiche facilmente risolvibili con uno studio sul campo, venendo incontro anche alle esigenze degli utenti. Ci sono anche sistemi, testati sul campo, per evitare gli abbandoni di spazzatura nelle periferie, in altre realtà hanno dato ottimi risultati. Dire però che si può fare a meno della raccolta porta a porta, non è corretto, specialmente a una platea poco propensa a farla e soprattutto perché le conseguenze sarebbero disastrose per un sistema che è ancora in una fase preliminare. L’incontro di stasera era organizzato da un paio di forze politiche, mi è parso di capire che siano in contrasto con l’amministrazione dimissionaria. Pensare di cavalcare il malcontento della raccolta porta a porta come strategia elettorale, è davvero scorretto. Un amministratore valido, deve tenere a cuore il benessere dei propri cittadini e dell’ambiente in cui vivono, pertanto deve fare delle scelte, che per alcuni possono sembrare impopolari ma che dopo un po’ di tempo si rivelano vincenti. Mi auguro che possa esserci in futuro, un dibattito sulla raccolta porta a porta, magari non a senso unico, in maniera tale da dare ai cittadini le informazioni corrette, solo così saranno consapevoli nella scelta.
Non portate Molfetta nella direzione sbagliata mentre tutto il mondo va dall’altra parte.

2 luglio 2016

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