Tagli alla sanità. [Gianni Porta]

La sagra dell’ipocrisia
L’ultimo piano di risanamento della sanità motivava la riduzione dei posti letto con la necessità di evitare il commissariamento da parte del ministero e come sempre dall’esigenza di razionalizzare, creare strutture d’eccellenza e potenziare la medicina territoriale. Oggi Emiliano ripresenta appesantita la stessa ricetta. Senza mettere minimamente in discussione i tagli ai trasferimenti decisi dal suo governo Renzi. Sembra che si possa discutere solo di dove tagliare, non se tagliare. Sembra quasi che non ci sia altro pensiero unico che quello della riduzione della spesa pubblica, tanto per chi può c’è sempre la sanità privata.
E poi c’è chi come il rappresentante molfettese al consiglio regionale si lamenta del fatto che i rapporti di forza politica stanno danneggiando Molfetta, senza mai mettere in discussione il fatto politico che non si debba più tagliare la spesa sanitaria. Al massimo si lamentano scarsità di informazioni anche in consiglio regionale, da cui il nostro consigliere potrebbe e dovrebbe trarre alcune conclusioni politiche. Come se si trattasse soltanto di mancanza di trasparenza.
Non so cosa sia più ipocrita tra Emiliano che prima organizza le sagre del programma presentando il conto dei tagli ai cittadini pugliesi e quanti hanno sostenuto Emiliano alle regionali di maggio scorso e ora provano a ergersi a difensori di Molfetta (a scapito di Bisceglie o qualsiasi altro comune della Puglia).
Una cosa è certa: la sinistra che vogliamo è quella per il diritto a una sanità pubblica, accessibile e di qualità a Molfetta come a Bisceglie, a Terlizzi come a Triggiano, a Trepuzzi come a San Severo. Difendere il proprio campanile è una strada che porta alla sconfitta.

Gianni Porta, 3 marzo 2016

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