Puglia chiama Milano

PUGLIA CHIAMA MILANO  di Gianni Porta
(Io speriamo che me la cavo…)
In questi giorni ho letto e guardato con estremo interesse l’inchiesta prodotta dal collettivo Imaginot (http://www.imaginot.it/investiamo-nel-vostro-futuro) sulla storia della Cittadella degli artisti di Molfetta, un luogo come altri nella regione Puglia, uno dei tanti laboratori urbani presentati dalla Puglia migliore vendoliana come occasione di riscatto per le periferie delle città, per i giovani in cerca di occupazione e per la nuova sinistra “moderna, innovativa, inclusiva”, insieme ai finanziamenti per i “Bollenti spiriti” e i “Principi attivi“.
E così mentre infuriava e infuria da anni il taglio ai diritti sociali ordinari – leggi lavoro, sanità, scuola, università – c’erano e ci sono intellettuali e procacciatori d’idee (a volte anche d’affari) della sinistra “moderna, innovativa, inclusiva” che propongono laboratori, progetti, start up, incubatori d’impresa ossia promesse straordinarie. E che ovviamente ritenevano e ritengono cose antiche, arretrate ed esclusive il carattere pubblico dei servizi essenziali oppure l’obiettivo della piena occupazione e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.
Insomma, ti tagliano l’ordinario promettendoti il superfluo, meno servizi ordinari in cambio di progetti straordinari, come in una normale scuola o ospedale pubblico: ti tolgono la carta igienica ma ti regalano la lavagna multimediale, ti chiudono un presidio territoriale per regalarti un centro d’eccellenza, magari privato, a venti-trenta chilometri da casa.
E quando ricordi queste cose magari ti dicono che appartieni a una sinistra con il torcicollo, che non vuole cimentarsi con la sfida del governo, aggrappata al proprio orticello, mentre loro si sa, vincono sempre, anzi più che vincere cadono sempre in piedi…
Ebbene cosa hanno prodotto Laboratori urbani come la Cittadella degli artisti, Bollenti spiriti e Principi attivi? Sviluppo della Puglia, nascita di solide realtà economiche, aumento dell’occupazione giovanile pugliese? Scordatevelo, basta leggersi un po’ di indicatori economici. Ma almeno sono serviti a rafforzare un po’ la sinistra, l’attaccamento del popolo alla politica attiva quotidiana, la rappresentanza politica dei lavoratori dopo dieci anni al governo di una regione, a riaccendere la voglia di impegno per una causa collettiva di trasformazione del mondo? Scordatevi anche questo… anzi a malapena si riescono a presentare le liste, si perdono spazi di rappresentanza istituzionale (ultima la città di Bari) e una regione diventa teatro delle sparate di un ex-giudice abile maestro dell’avanspettacolo.
Ora la storia si ripete a Milano con le primarie vinte dal manager di Expo e la rivoluzione arancione suonata ben bene dopo cinque anni di sinistra “moderna, innovativa, inclusiva”. Non sarà che porta un po’ sfiga la vagonata di parole straniere, un po’ trendy e un po’ fashion. Ma come la sinistra “moderna, innovativa, inclusiva” non solo non si rafforza ma si dimostra ancora una volta perdente? Possiamo ragionare sul perché queste mirabolanti “innovazioni inclusive” non pagano politicamente? Ieri i laboratori urbani, oggi è la volta del “coworking” e intanto il lavoro paziente, quotidiano di costruzione di un partito organizzato, di quadri dirigenti, di militanti credibili evapora (ma tanto ci sono le primarie, a che serve il partito…).
Sulle proposte di “economia condivisa” che fanno perno sulla nuova “centralità” del lavoro cognitivo, sulla condivisione della conoscenza, su luoghi funzionali a essere incubatori di start up, di nuove imprese si gioca una nuova retorica letale per la sinistra, senza dire mai niente sulla elevata mortalità di queste imprese e sul miraggio dell’“autoimpiego”.
Forse dopo la Puglia e Milano, almeno nella nostra città è il caso di discuterne, anche a proposito per es. del nuovo progetto di sistemazione dell’ex mercato ortofrutticolo all’ingrosso. Un progetto che prevede una rinnovata area mercatale (cosa sacrosanta e giusta) che dovrebbe avere la priorità sulla previsione di “spazi di co-working cittadino family friendly e servizi per start up”.
Discuterne ben bene oggi, può evitare domani nuove inchieste come quella di IMaginot ma soprattutto altre deludenti batoste. Oppure ci interessa la Fantacosmopolitica?

8 febbraio 2015

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