Acqua bene comune pubblico a Molfetta. Gianni Porta

Mercoledì 16 dicembre il Consiglio comunale di Molfetta ha approvato la modifica allo Statuto comunale che riconosce l’acqua come bene comune pubblico e l’accesso all’acqua come diritto umano universale e inalienabile.
Perché come Rifondazione Comunista abbiamo proposto questa delibera?
Non solo perché abbiamo riproposto una delibera rigettata all’epoca della passata amministrazione.
Non solo perché riteniamo fondamentale che in Consiglio comunale si discuta e si deliberi su temi di natura politica generale.
Non solo perché rivendichiamo il diritto di iniziativa e di proposta delle forze politiche nelle assemblee elettive.
Lo abbiamo fatto per altri quattro buoni motivi.
Perché è giusto riconoscere una battaglia vinta nel referendum del giugno 2011, quando 27 milioni di italiani e più del 50% dei molfettesi si espressero contro la privatizzazione del servizio idrico, e sensibilizzare la cittadinanza all’uso consapevole della risorsa acqua.
Perché era necessario inserire questo nuovo art. 4 bis nello Statuto per continuare quella battaglia contro ogni nuovo tentativo di privatizzazione del servizio. E consentire in ogni momento anche al Comune di Molfetta di partecipare a questa battaglia come Istituzione a difesa dei beni pubblici.
Perché è utile difendere a ogni livello e da ogni postazione i servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporti, cui vanno aggiunti scuola e sanità) che non possono e non debbono essere trasformati in merci perché costituiscono diritti di ogni cittadino.
Perché così sentiamo di dare il nostro piccolo e parziale contributo alla lotta per una società in cui gli uomini e le donne non vengono trattati come cose, come merci che hanno un prezzo.
Questo piccolo risultato è stato possibile grazie alla continuità di militanti comunisti e comuniste impegnati/e da anni nel movimento per la difesa dell’acqua come bene pubblico.
Grazie ai 13 consiglieri, sindaco e presidente del Consiglio comunale, consiglieri di maggioranza e di opposizione, che a partire dalle loro rispettive posizioni politiche hanno ritenuto giusto votare il provvedimento.
Grazie ai pareri favorevoli di due Commissioni consiliari permanenti, della Consulta femminile e del forum Agenda 21.
Grazie all’impegno e all’efficienza dei dipendenti comunali che hanno curato il complesso iter di modifica statutaria che ha affrontato ben tre votazioni in aula.
Nonostante le speculazioni e le polemiche che ci stanno pure nella vita amministrativa e politica di una comunità, è giusto anche sottolineare quando si scrivono belle pagine in Consiglio comunale.
Si tratta di risultati che acquisteranno ulteriore valore a distanza di tempo e serviranno come trincea per le battaglie future.
Avanti così.
Gianni Porta
18dicembre 2015

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