Dopo lo sciopero nella grande distribuzione [Gianni Porta]

Presenti e assenti.

Ieri c’è stata una grande, partecipata e convinta giornata di sciopero e di lotta dei lavoratori della grande distribuzione organizzata per chiedere un contratto collettivo nazionale che restituisca dignità al loro lavoro, rispetti i tempi di vita, non reintroduca le gabbie salariali spaccando il paese tra Nord e Sud.
Parteciparvi è stata una grande lezione politica. Dare tutto il nostro sostegno possibile come Rifondazione comunista è stato il minimo. Soprattutto in una città come Molfetta, presa in giro vent’anni fa dalle promesse di sviluppo legate alla grande distribuzione, era doveroso essere presenti.
Incredibili, ma non inspiegabili, le assenze a Molfetta e Bari di quanti lanciano periodici proclami di costruzione della sinistra, organizzano convegni sulla precarietà, sognano improponibili leadership nazionali, lanciano ogni settimana reti e coordinamenti per fare questo o difendere quell’altro, campano di rendita sulle ceneri di quella che fu la Puglia migliore della delusione vendoliana, mollano gli ormeggi per immaginifici approdi.
C’è una costante nella sinistra di questi anni nella nostra città (e non solo forse): quando ci sono piccole e grandi vertenze di lavoro e il conflitto si mostra in tutta la sua evidenza, quando più sarebbe facile schierarsi da una parte (quella di chi lavora e rivendica i suoi diritti e il suo salario contro i padroni), quando ci devi mettere la faccia contro qualcuno, allora si capisce che ci sono almeno due modi di vivere, intendere, concepire, praticare la sinistra.
Nelle vertenze di lavoro sono assenti, e non da ora, i profeti della “nuova” sinistra allergica alla storia del movimento operaio e alla disciplina di partito, i seguaci del tutto marketing e comunicazione, i salvati e gli illusi dei tanti progetti regionali per i giovani fatti in dieci anni di vendolismo, quelli che la storia comincia sempre quando decidono di impegnarsi loro e prima non c’era niente, quelli che per evitare battaglie scomode scompaiono momentaneamente dalla scena per riproporsi in momenti più opportuni e mai disinteressatamente.
Francamente non capisco di quale sinistra parlino costoro.
E sinceramente, ancora di più dopo la splendida giornata di ieri, non sono interessato a perdere altro tempo prezioso per cercare di capirlo.

GIANNI PORTA, 8 11 2015

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