Mario Abbattista per l’Altra Puglia

Il 31 maggio in Puglia si vota per scegliere la visione politica che guiderà le nostra Regione. In campo c’è la visione di chi in questi anni non ha contrastato fino in fondo le abitudini clientelari, i servilismi, gli abbracci mortali delle lobbies, in primis dell’acciaio e dei rifiuti, e gli interessi dei poteri forti pronti a privatizzare tutto.
Le proposte di Emiliano e Schittulli sono esattamente dentro tutto questo e si differenziano solo per alcune sfumature: Emiliano incarna il “nuovo” di Renzi e le sue larghe intese, tant’è che, a Molfetta, chi è consigliere comunale del centrodestra si candida nelle sue liste; Schittulli vuole incarnare il vecchio spirito del centrodestra differenziandosi dal renzismo solo per la forma, non per la sostanza. Il “Jobs Act” e il decreto “Sblocca Italia” sono la fotografia perfetta di questa visione e della fiction della sua “opposizione di destra”.
Di fronte a tutto ciò c’è la visione dell’Altra Puglia, fatta di uomini e donne che non si rassegnano a questa realtà, che non vogliono “togliersi il cappello” dinanzi a chi nei nostri territori è esecutore di politiche decise altrove, dalle elites della finanza, dai burocrati europei e dai loro maggiordomi.
Per questo, con la nuova legge elettorale pugliese e lo sbarramento alzato all’8% vogliono impedire che ogni voce critica possa esprimersi anche nelle istituzioni.
Io mi candido per rappresentare queste voci critiche: questo ho imparato in questi vent’anni di militanza in un Partito, in maiuscolo, in questi anni di attivismo nei movimenti sociali, per la pace e per difendere l’acqua e il servizio idrico da chi vuole trasformarli in merce e venderli sul mercato.
Ho imparato anche che nella politica c’è un grande assente: il lavoro. I lavoratori e le lavoratrici diventano protagonisti dei dibattiti televisivi solo quando compiono gesti eclatanti: salgono su una gru o su un tetto, occupano una strada o una fabbrica, se c’è un licenziamento per “crisi aziendale” (senza poi analizzare come si è prodotta tale crisi, se qualcuno si è arricchito).
Non si parla più della vita quotidiana di milioni di lavoratori, dei salari bassi di questi ultimi trent’anni, dei diritti negati o cancellati, della difficoltà di arrivare a fine mese quando ci sono le bollette da pagare, dei ritmi serrati, del sudore, dei rischi che si corrono.
Tutto questo va riportato al centro dell’agenda della politica, questo è “il sale della terra”, il sapore che dobbiamo restituire alla Politica perchè questa non è roba per pochi: ci riguarda tutti.
Difendiamo la nostra dignità di lavoratori e lavoratrici! Con l’Altra Puglia

Mario Abbattista

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