I due marò ovvero la sagra dell’ipocrisia

Ieri sera in Consiglio comunale si e’ discusso della vicenda dei due marò.
L’unico merito dell’odg proposto dal centrodestra e’ stato quello di offrire una possibilita’ di confronto e discusssione su una vicenda che ha anestetizzato larga parte del paese. Una possibilita’ per noi di dire cose scomode e, crediamo anche di buon senso, ma soprattutto non ipocrite. Una possibilita’ per smontare la narrazione tossica, complottistica e sciovinista orchestrata in questi anni dai grandi e piccoli organi di informazione.

Noi non siamo ipocriti perche’ non facciamo prima delle leggi indecenti, che cacciano ad es. I due maro’ in un casino diplomatico internazionale e poi ci facciamo belli chiedendo al governo di mostrare i muscoli e nelle citta’ di esporre striscioni, fiocchetti e gagliardetti.
La legge voluta dal ministro della Difesa La Russa nel 2011 consente l’utilizzo di nostri militari in servizio di scorta a bordo di navi italiane mercantili, insomma la legge dello Stato voluta dal centrodestra consente di utilizzare i nostri militari quasi fossero guardie giurate o “contractor”. Un esempio di come lo Stato abdica ai suoi doveri e, per di piu’, “regala” propri dipendenti alla merce’ di privati che pagano 467 euro al giorno di indennita’ ai nostri soldati, uno Stato che dice ai privati “volete la sicurezza? Pagatevela perche’ noi non siamo in grado di organizzarci per conto nostro”.
Altri paesi – Usa, Gb, Francia – quando avvertono la necessita’ di scortare, proteggere, tutelare le rotte delle proprie navi, le merci e le persone che trasportano, nonche’ difendere l’interesse nazionale, utilizzano le proprie unita’ militari nel senso di imbarcazioni militari (portaerei, fregate, corvette, cacciatorpedinieri ecc.), di modo che il personale a bordo sia a tutti gli effetti personale militare che svolge funzioni nazionali a bordo di unita’ riconosciute come tali.
Solo ed esclusivamente in alcuni casi e’ possibile utilizzare militari a bordo di navi mercantili a protezione, e cio’ avviene nell’ambito di operazioni sovranazionali concordate in ambito Ue e Nato in alcune precise zone come il mar Rosso e la Somalia. Solo in questi casi si deroga all’utilizzo di proprie unita’ militari, e come e’ evidente il Kerala che si trova in India non rientra in queste zone, ne’ in questa zona vi era in atto una missione concordata in ambito sovranazionale (del resto i casi di pirateria al largo del Kerala ammontano a non piu’ di due sia nel 2012 che nel 2013, a testimonianza che non siamo in un contesto come quello somalo ad es. Dove non esiste da anni uno stato centrale in grado di imporre la sicurezza delle navigazioni).
Il “buon” La Russa invece si e’ inventato questa possibilita’: militari a bordo di navi private commerciali, determinando il guazzabuglio in cui sono finiti i 2 maro’ che sono militari ma non possono avvalersi di tutte le tutele previste per i militari. Un piccolo esempio a conferma: quando le autorita’ indiane, venute a conoscenza della morte dei due pescatori, hanno intimato secondo legge al comandante della nave mercantile Lexie di entrare in porto, il comandante non ha potuto sottrarsi alla richiesta, ne’ hanno potuto farlo i militari che erano in quella circostanza “agli ordini” di un comandante civile, non militare. Assurdo…
E i “difensori” dei 2 maro’, i “sostenitori” dello Stato forte, gli “amici” delle forze armate non hanno nulla da dire per spiegare questo assurdo in cui due nostri soldati e concittadini sono stati infilati?
Non potrebbero ammettere l’enorme cazzata fatta con la legge 130/2011, chiedere scusa all’Italia, alle sue forze armate e ai 2 maro’ e poi, soltanto poi, chiedere che si faccia di tutto per risolvere il guazzabuglio diplomatico da essi creato, possibilmente senza strombazzature?
No che non la fanno, anche perche’ dovrebbero riconoscere sempre questi “difensori” dei 2 maro’, questi “sostenitori” dello Stato forte, questi “amici” delle forze armate che con le spending review di Berlusconi, poi di Monti, poi di Letta, poi di Renzi hanno tagliato la cosiddetta “spesa improduttiva” e cioe’ le indennita’ di missioni, le risorse per le forze armate, per quelle di polizia e cosi’ via dicendo… dovrebbero riconoscere che a differenza di altri paesi non possiamo permetterci il sostegno di missioni di protezione dei nostri interessi nazionali. Anche questo significano i “tagli alla spesa improduttiva”, non solo i tagli alla scuola, alla sanita’ e ai trasferimenti statali ai Comuni che poi li costringono ad alzare le tasse comunali…

Dovrebbero vergognarsi questi signori che cercano di buttarla in una polemica demagogica, questi signori che oggi vengono a chiedere solidarieta’ falsa perche’ ribadiscono, letteralmente nel proprio odg, l’importanza del servizio militare di protezione a bordo delle navi private.
Noi che siamo internazionalisti ma non antinazionali crediamo che un grande paese e’ quello capace di ravvedersi e ammettere i suoi errori, ma soprattutto non mostra i muscoli quando non ha fatto tutto quello che avrebbe dovuto fare e che ancora oggi non fa: ad es. Cancellare la legge 130/2011.

Gianni Porta

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: