Vendola incontra il leader greco e Martin Schulz, ma sceglie il Gue

syrizaTsipras a Spinelli: resta con noi a Strasburgo

Arri­verà ad ore la deci­sione di Bar­bara Spi­nelli sull’entrare o no nel par­la­mento di Stra­sburgo a nome dell’Altra Europa. In tutta la cam­pa­gna per le euro­pee la capo­li­sta nelle cir­co­scri­zione cen­tro e sud, edi­to­ria­li­sta di pre­sti­gio di Repub­blica, aveva giu­rato di non cam­biare mestiere. Il ripen­sa­mento è arri­vato subito dopo la vit­to­ria della lista, acciuf­fata per un sof­fio (il 4,03). Ieri è il lea­der greco Ale­xis Tsi­pras le ha uffi­cial­mente chie­sto di accet­tare: «Capi­sco che ciò che ti chiedo forse vada oltre i tuoi pro­getti per­so­nali, e tut­ta­via sono costretto a chie­der­telo, con­si­de­rando il tuo ruolo for­te­mente garante per la con­ti­nua­zione del progetto».

La let­tera cerca di met­tere la parola fine ai malu­mori che l’incertezza ha creato nei due par­titi che hanno ade­rito alla lista uni­ta­ria, Sel e Prc, ma anche fra i comi­tati ter­ri­to­riali impe­gnati oggi nel lan­cio dell’esperienza uni­ta­ria. All’apparenza potrebbe sem­brare una pun­tata dell’eterno scon­tro partiti-società impe­gnata, grande clas­sico della sini­stra. Invece sta­volta il malu­more per l’improvviso ripen­sa­mento è molto tra­sver­sale. Certo è che se Spi­nelli deci­derà di andare a Stra­sburgo, uno dei due pos­si­bili suben­tranti (sui tre con­qui­stati) resterà fuori, magari a tempo: la scelta è fra un nome di Sel, il gio­vane Marco Fur­faro primo dei non eletti al cen­tro, vicino ai movi­menti e nuova gene­ra­zione del par­tito di Ven­dola; oppure Eleo­nora Forenza, fem­mi­ni­sta, anche lei gio­vane diri­gente del Prc. Tsi­pras, lea­der della coa­li­zione della sini­stra radi­cale Syriza che di anime ne ha almeno sette, e quindi esperto di deli­cate rela­zioni fra le orga­niz­za­zioni di sini­stra, mette tutto il suo peso poli­tico dalla parte di Spi­nelli davanti a mili­tanti e elet­tori: «Vor­rei che tu con­si­de­rassi», scrive a Spi­nelli, «sia il fatto che la tua pre­senza nel Par­la­mento euro­peo è molto impor­tante, par­ti­co­lar­mente nel periodo ini­ziale, sia l’ansia di tutti noi di man­te­nere l’unità e la con­ti­nua­zione del nostro magni­fico lavoro nel tuo paese».

Al lea­der greco pia­ce­rebbe avere la figlia di Altiero fra le sue file, almeno nel seme­stre di pre­si­denza ita­liana. La vor­rebbe pro­porre come vice­pre­si­dente del par­la­mento. E c’è chi assi­cura che le grandi fami­glie euro­pee non potreb­bero dire no alla figlia di Altiero, padre nobile del fede­ra­li­smo euro­peo cui è dedi­cata l’ala prin­ci­pale del palazzo di Bru­xel­les, oltre­ché le aule uni­ver­si­ta­rie di mezzo continente.

Però l’opzione fra un nome di Sel o uno del Prc com­porta con­tro­in­di­ca­zioni in ogni caso: Sel affronta un dif­fi­cile dibat­tito interno fra entu­sia­sti e scet­tici della lista Tsi­pras; il Prc aveva festeg­giato la fine dell’”extraparlamentarismo” inau­gu­rato nel 2008. Gli stra­sci­chi nel corpo vivo dei mili­tanti potreb­bero rovi­nare l’entusiasmo della vit­to­ria e azzop­pare l’esperienza uni­ta­ria nascente; se ne vede già un sag­gio in que­ste ore sulla rete. A meno di un accordo con­di­viso fra tutte le anime della lista. Fra i garanti pre­vale l’ottimismo. Il dos­sier è in mano al por­ta­voce Marco Revelli. Tsi­pras stesso sem­bra chie­dere a Spi­nelli una scelta almeno «per il periodo iniziale».

Intanto ieri Nichi Ven­dola è volato a Bru­xel­les per incon­trare Tsi­pras, ma anche il social­de­mo­cra­tico Mar­tin Shulz, che in tutta la cam­pa­gna ha indi­cato come inter­lo­cu­tore della lista ita­liana. «Per noi è fon­da­men­tale il patto fatto con Tsi­pras, ed è molto impor­tante che in Ue ci sia una sini­stra capace di rin­no­varsi e di incal­zare il par­tito del socia­li­smo euro­peo per costruire un fronte largo con­tro l’austerity», spiega Ven­dola. E a chi gli chiede a quale gruppo ade­rirà un even­tuale euro­par­la­men­tare di Sel, risponde: «Dif­fi­cile imma­gi­nare che chi è stato eletto con l’Altra Europa per Tsi­pras possa mili­tare nel gruppo Socia­li­sti e demo­cra­tici». Comun­que Ven­dola assi­cura che rispet­terà la deci­sione di Bar­bara Spi­nelli quando saprà «quale sarà la sua decisione».

Ma intanto la scelta del Gue, con o senza euro­de­pu­tato, è dura­mente con­te­stata da Clau­dio Fava: una scelta «grave», «un cam­bio di rotta irre­spon­sa­bile, mai discusso nel par­tito, che muta pro­fon­da­mente la natura di Sel», Ven­dola «ha par­lato a titolo per­so­nale». Parole a loro volta pesanti, alle quali risponde Arturo Scotto, anche lui agli incon­tri di Bru­xel­les: gli eletti, spiega, «non sono né di Sel ne di qual­cun altro, ma dell’Altra Europa con Tsi­pras’ e dun­que innan­zi­tutto con lui si orienteranno».

Daniela Preziosi, il Manifesto 3.6.2014

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