Risposta a Legambiente Molfetta sul rischio idraulico

rischio idraulicoIn questi anni l’Amministrazione di centrodestra ha condotto un braccio di ferro con l’Autorità di Bacino negando il rischio idraulico presente nel territorio molfettese.
Una cattiva pianificazione del territorio negli anni passati ha fatto sì che le nostre zone artigianali e industriali, insieme ad alcuni quartieri, costruite sulle lame si allaghino dopo una ventina di minuti di pioggia abbondante, con gravi disagi per cittadini e imprese.
Non contenti delle passate sbagliate pianificazioni anche le nuove espansioni artigianali erano state pensate dal centrodestra senza tener conto del territorio, senza nessun piano di mitigazione del rischio, con un ufficio tecnico il cui dirigente nominato politicamente da Azzollini è stato indagato nell’operazione “Mani sulla città”.
Non contenti i signori del centrodestra hanno portato avanti a spese della collettività un contenzioso con l’Autorità di Bacino che ha visto l’Amministrazione comunale soccombere dinanzi al Tribunale superiore delle Acque. Ora la partita si sposta in Cassazione dove ci auguriamo che vengano confermate le tesi dell’Autorità di Bacino e della Legambiente Molfetta nell’udienza del 14 maggio.
Resta il fatto che in questi anni, per colpa del delirio azzolliniano di imporre anche in tutte le sedi giudiziarie la sua visione, si sono bloccati nuovi insediamenti di imprese ma soprattutto sono rimasti bloccati quei comparti urbanistici che dovevano dare risposta a centinaia di famiglie, che aspettano di vedere realizzato da tempo il sogno di una casa, e alle loro cooperative. Dovevano invece semplicemente adeguare le nuove espansioni alle nuove perimetrazioni e contemporaneamente intervenire con opere di mitigazione del rischio.
Di questi ritardi il centrodestra deve dare conto alla città in questa campagna elettorale in cui Camporeale e compagnia cantante si inventano nuove promesse e nuove illusioni. Per conto nostro continueremo, come fatto in questi anni con dossier, interrogazioni e interventi pubblici in città, nella denuncia senza sconti di ogni pianificazione urbanistica che non proceda nel rispetto dei princìpi di precauzione.
Pensiamo, d’altronde, che le prossime scelte di sviluppo debbano passare per un’attenta attività di manutenzione senza ricorrere a ulteriori cementificazioni e consumi di suolo, approfittando dell’occasione fornita dalla redazione del Piano Urbanistico Generale per rigenerare le risorse ambientali del territorio e rafforzare la qualità della vita dei cittadini e il tessuto economico locale.

Gianni Porta
Candidato sindaco

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