Lo chiamavano voto utile

Alle ultime elezioni politiche hanno ingannato gli italiani chiedendo un voto per battere Berlusconi e le destre. Per anni ce l’hanno ripetuto: la cosa più importante, la priorità assoluta, era sconfiggere Berlusconi in Italia e Azzollini a Molfetta.
Un obiettivo nel cui nome è stato dilapidato gran parte del patrimonio politico e ideologico del più grande partito comunista d’Europa.
Chi come noi era contrario veniva accusato di favorire la destra oggettivamente o soggettivamente, a seconda del grado di onestà intellettuale dell’interlocutore.
Noi l’abbiamo sempre detto: il modo migliore per sconfiggere Berlusconi era proporre politiche realmente alternative, che mettessero al centro il lavoro e i diritti.
Ma la vendetta della storia è stata terribile, il processo di progressiva assimilazione di centrodestra e centrosinistra è arrivato al termine.
Ora Partito Democratico e Popolo della Libertà sono insieme al governo del paese. Tutti insieme appassionatamente a dirci che l’imperativo categorico è tagliare, e ancora tagliare, scuola, sanità, e diritti dei lavoratori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: disoccupazione e recessione che imperversano in Italia e in Europa.
Le prove tecniche le avevano fatte con il governo Monti quando insieme avevano svuotato di senso e di contenuto l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e portato l’età pensionabile a 67 anni. Ma non basta.
Il nostro caro ex sindaco-senatore è di nuovo presidente della commissione bilancio del Senato. La differenza è sostanziale: ora Antonio Azzollini ricopre quella carica per volontà anche del Partito Democratico, non solo di Berlusconi; Azzollini sarà presidente della commissione bilancio in nome e per conto anche del PD.
Lo chiediamo agli elettori molfettesi che a febbraio hanno pensato di votare contro Berlusconi e anche contro Azzollini. Anche a loro chiediamo un voto a Rifondazione Comunista e al nostro candidato sindaco Gianni Porta, per liberarci una volta per tutte di questa destra che malgoverna la città da dodici anni.
Chiediamo ai Molfettesi di non scegliere tra due blocchi di potere, ma di scegliere chi ha dimostrato in questi anni di avere un progetto realmente alternativo, che faccia uscire la nostra città dalle secche dei vincoli di bilancio, dal voto di scambio e dal clientelismo della politica deteriore.

Partito della Rifondazione Comunista – Molfetta
con Gianni Porta Sindaco di Molfetta ogni giorno

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