Gianni Porta ha aperto la campagna elettorale

Gianni Porta Sindaco di MolfettaSabato 4 maggio al Corso Umberto il candidato sindaco Gianni Porta e il Partito della Rifondazione Comunista hanno aperto la campagna elettorale per le elezioni del 26 e 27 maggio 2013. La manifestazione è stata l’occasione per riprende il filo del discorso politico fatto ogni giorno in questi ultimi cinque anni.
Antonello Zaza ha aperto la manifestazione ripercorrendo le vicende politiche di Molfetta amministrata da dodici anni dalle destre cittadine ribadendo il punto di vista critico di chi in questi anni non ha fatto sconti. L’illusione dell’attrazione dei centri commerciali a discapito di territorio agricolo e la conseguente desertificazione del tessuto commerciale cittadino. Il nuovo porto come grande opera capace di proiettare magicamente la nostra città in circuiti non meglio precisati. Il disastro della gestione del territorio da parte dell’ufficio tecnico comunale interessato da indagini della magistratura culminate con gli arresti del dirigente nominato dal sindaco Senatore Azzollini. Zaza ha poi concluso illustrando il nesso tra questioni nazionali e locali e la terribile e mistificatoria logica del voto utile: quello chiesto dal PD per governare contro Berlusconi, rovesciatosi nel suo contrario con il recente voto bipartisan a sostegno del nuovo governo guidato da Enrico Letta.
È intervenuta Antonia Farallo, candidata al consiglio comunale nella lista di Rifondazione Comunista illustrando il senso della sua candidatura come gesto politico come lo sono i comportamenti quotidiani responsabili. Ha descritto la sua rabbia nel vedere una città imbruttita, una città malgovernata che nega la realizzazione dei sogni di realizzazione personale dei giovani. Una città che non riesce a garantire i lavoratori della Zona Asi e della Zona Artigianale che costretti a raggiungere il posto di lavoro con la propria auto corrono il rischio di non trovarla a fine turno causa furti continui; a tali lavoratori viene negata la possibilità di usare mezzi pubblici. E così per il centro storico, che invece di essere trattato da gioiello, fiore all’occhiello soffre della mancanza di una seria tutela e programmazione soprattutto per un rilancio in chiave turistica che potrebbe significare anche occupazione giovanile.
Salvatore Drago, anch’egli candidato al consiglio comunale, ha poi preso poi la parola invocando una maggiore coscienza e consapevolezza dei cittadini nelle scelte politiche, non solo elettorali, marcando soprattutto l’importanza del voto a Rifondazione come garanzia della salvaguardia dei diritti sociali, tra i quali in primo luogo la salute, e dei beni comuni, come l’acqua, di cui tutti devono poter fruire senza discriminazioni di reddito perché tra i valori garantiti dalla Costituzione v’è quello del rispetto della dignità umana e dell’eguaglianza dei cittadini. E la dignità umana viene rispettata quando si garantisce a tutti una qualità della vita dignitosa e rispettosa del patrimonio comune di valori e di beni materiali che abbiamo ereditato e che trasmetteremo integro e non svilito alle future generazioni.
La manifestazione è stata chiusa dall’intervento di Gianni Porta, candidato sindaco di Molfetta, che ha evidenziato il carattere corale di questa. Nel contempo ha ripercorso la storia politica di questi ultimi cinque anni. Ne ha evidenziato i passaggi cruciali e le relative mistificazioni. Il nuovo porto, il sottostante concetto di sviluppo e il relativo progetto che sta dimostrando tutti i limiti anche tecnici. Ha rivendicato la richiesta di ritiro della delega al Comune e il silenzio del centrosinistra pugliese. L’espansione dei centri commerciali e la crisi del commercio in città. Questo è stato messo in relazione con l’abbassamento della qualità della vita e del senso di sicurezza dei cittadini e delle cittadine, soprattutto i più indifesi. Il piano del traffico ormai vecchio e non più adeguato all’espansione della città, agli orari di lavoro e di vita dei cittadini, l’assenza di una visione di trasporto pubblico al passo con le altre città italiane e di conseguenza la sconcertante assenza di piste e percorsi ciclabili, fuori dagli slogan e da una visione integrata di mobilità. Così pure la gestione dei rifiuti mai aggiornata da parte di chi in questi dodici anni ha sostenuto di amare Molfetta e la perdurante assenza di strategie utili al rilancio dell’ASM in quanto gestore del servizio pubblico. Gianni Porta ha inoltre chiesto come mai il cosiddetto centrosinistra non è stato protagonista di battaglie politiche come quando l’ufficio tecnico comunale è stato investito dall’inchiesta giudiziaria “Mani sulla città” o come quando c’era da fare opposizione in tutte le sedi opportune alla famosa delibera di nomina politica dei dirigenti.
Di qui la ragione di una sfida politica al PdL e al PD, una sfida per cambiare seriamente, perché Rifondazione, come ha dimostrato in questi anni, ha le carte in regola per far cambiare rotta ad una visione di città fallimentare. Ma non è solo la sfida di Rifondazione: è la sfida di una città che diventa consapevole del fatto che senza un cambiamento radicale è destinata a un ulteriore drammatico degrado, condannata a un futuro senza prospettive.

Con Gianni Porta Sindaco di Molfetta, ogni giorno.

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