Nuovo finanziamento per l’impianto di compostaggio di Molfetta?

Come avveniva per i carri armati di Mussolini, pochi e scadenti, che venivano fatti sfilare ripetutamente per mostrare una forza inesistente, allo stesso modo, periodicamente, il centrodestra rinnova la storia dell’impianto di compostaggio.
Una ricchezza della comunità ancora ferma nonostante la gara d’appalto. Questa volta tocca al Movimento Schittulli che con sprezzo del ridicolo parla di una struttura che ancora dopo tanti anni non è stata ancora riattivata. Una promessa già fatta nelle campagne elettorali del 2006 e del 2008 da parte del centrodestra, con promesse annesse di nuovi posti di lavoro.
Dai primi finanziamenti provinciali stanziati dalla Giunta Divella grazie all’assessore di Rif. Comunista, Antonello Zaza (2.300.000 euro stanziati nel 2009 per procedere alla riattivazione dell’impianto) alle nostre ripetute interrogazioni consiliari all’Amministrazione Azzollini, abbiamo cercato in questi anni in ogni modo di tenere alta l’attenzione sull’impianto, sulla sua riattivazione e soprattutto sulla gestione pubblica dopo la sciagurata gestione privata della ditta Mazzitelli.
Non ricordiamo tutta questa attenzione in questi anni ma evidentemente la campagna elettorale risveglia qualcuno che per tanto tempo si è dedicato a tutt’altro, un po’ come Ninnì Camporeale che parla di raccolta porta a porta mentre niente in tal senso è stato fatto in questi 12 anni e tace invece su altre questioni relative al ciclo dei rifiuti e alla gestione dell’Asm.
Ricordiamo velocemente le dimissioni continue dei presidenti dell’Asm (Nappi, Mancini, Mezzina), il corrispettivo dato dal Comune all’Asm insufficiente a coprire gli aumenti dei costi di gestione e di smaltimento, l’impoverimento dell’azienda chiamata a sanare i disavanzi con mezzi propri, le difficoltà di liquidità per le spese correnti e il pagamento dei fornitori. Una situazione che pregiudica investimenti per il futuro, assunzioni e passaggi di livello nonché la qualità dello spazzamento con una diminuzione di addetti a fronte dell’espansione urbana della città, con un trattamento di inaccettabile disuguaglianza tra quartieri centrali e quartieri periferici.
In questi 12 anni mai si è messo mano a provvedimenti per potenziare la riduzione della produzione di rifiuti da parte dei cittadini, delle aziende, dei centri di distribuzione, commercializzazione e di ristorazione né per introdurre sistemi di tassazione a tariffa variabile in cui chi differenzia di più paga meno tasse sui rifiuti. Un’altra direttrice di sviluppo dell’azienda avrebbe potuto essere quella dell’energia ma anche da quest’orecchio in questi anni l’Amministrazione comunale non ci ha sentito (evidentemente era meglio lasciare tutto ai privati).
Un’Amministrazione comunale seria ha il dovere di rilanciare l’Asm come azienda pubblica capace non solo di curare i servizi di base e tradizionali ma di produrre utili a vantaggio della collettività sia in termini ambientali che occupazionali, il tutto nella direzione indicata dalla vittoria dei Sì nel referendum contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali.

Gianni Porta candidato Sindaco di Molfetta, ogni giorno

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