Sull’esito dell’incontro con PD e SEL

L’unità del centro sinistra è stata per molte forze politiche la foglia di fico per imporre scelte che maturavano su altri tavoli, che nulla avevano a che fare con la necessità di strappare la città alle destre.
Noi invece ci abbiamo creduto veramente. Fin dal 2010, all’indomani delle elezioni regionali abbiamo proposto alle altre forze del centrosinistra tradizionale un percorso comune che portasse alla definizione di una coalizione, di un programma e di una candidatura in grado di contendere la città al centrodestra.
Nulla di tutto questo c’è stato, l’unica costante di questi due anni di interlocuzioni con PD e SEL, in cui si è detto tutto e il contrario di tutto, è stata la volontà di imporre scelte che si potevano accettare o non accettare, mai discutere.
È questa la logica in cui è maturata la candidatura di PD, SEL e Movimento delle donne “Vorrei”. Una candidatura prima assolutamente inamovibile per ragioni di tempo e di opportunità, poi improvvisamente diventava contendibile in elezioni primarie, che vengono proposte come al solito in maniera autoritaria e autocratica, una concessione unilaterale, come l’indicazione della data, il 7 aprile, dimostra in maniera inequivocabile.
Una proposta assolutamente estemporanea se pensiamo che in soli dieci giorni avremmo dovuto costruire un regolamento e renderlo noto a tutto l’elettorato del centrosinistra.
Le primarie, quando hanno dato risultati positivi, sono state la fase di un processo di partecipazione e di coinvolgimento, non come in questo caso, la resa dei conti tra forze politiche che fino a quel momento prima erano state su posizioni diverse su come costruire l’alternativa alla destra azzoliniana.
Noi invece abbiamo proposto a tutti i candidati di fare un passo indietro per individuare una candidatura comune su cui convergere.
Era questa l’unica maniera per rendere la partita con il centrodestra realmente contendibile, e non una pura formalità.
La nostra proposta è stata accettata dal candidato sindaco del movimento civico “Linea Diritta” e rifiutata da PD, SEL e Movimento delle donne “Vorrei”.
Pensiamo che ora sia chiaro a tutti: c’è chi straparla di unità e gioca a perdere le elezioni e chi invece è disposto a fare una passo indietro sacrificando parte della propria visione politica, pur di risparmiare alla città altri cinque anni di malgoverno, nella migliore delle ipotesi.
Ciò nonostante qualcuno continuerà a ripetere, come un disco rotto, che facciamo vincere la destra, ma i molfettesi sanno che noi non siamo stati su un palco con Azzollini, Amoruso e Fini, non siamo mai stati nelle giunte o nelle maggioranze di centrodestra di questi 12 anni.
È da 12 anni che non facciamo sconti ad Azzollini e ai suoi prestanome, contrastandoli con tutti i mezzi dentro e fuori le Istituzioni, mentre altri lo hanno fatto vincere e rischiano di farlo vincere ancora: quelli che stavano e stanno in silenzio dietro le quinte a bruciare un candidato dietro l’altro, che pontificano oggi nel centrosinistra e ieri stavano da tutt’altra parte, o stavano al calduccio di casa a non prendere posizione o facevano opposizione a corrente alternata.
Per questo andremo avanti, per restituire dignità a Molfetta e ai molfettesi.

Una risposta

  1. 5 aprile 2013

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