Sulla proposta di primarie del centrosinistra il 7 aprile

Finalmente dopo mesi qualcuno si rende conto che è necessario “fare tutti gli sforzi possibili per evitare di presentarci alla città divisi, perché l’unità del centrosinistra è un valore importante”. È questo il passaggio che apprezziamo della presa di parola della candidata Natalicchio del 26 marzo scorso, perché si avvicina finalmente a quanto abbiamo chiesto ripetutamente negli ultimi tempi ovvero costruire una coalizione di sinistra larga e plurale contro questa destra, decidendo insieme programmi veri, coalizione precisa e candidati forti, senza primazie né fughe in avanti.
Questa disponibilità giunge dopo aver escluso a inizio marzo da parte della candidata, in interviste sui quotidiani locali e, ancora nell’incontro tra partiti il 12 marzo, qualsiasi possibilità di ritornare sui propri passi, anche attraverso lo strumento delle primarie. Si diceva che non si potevano fermare i percorsi avviati, né le macchine elettorali, che ciò avrebbe penalizzato l’entusiasmo e la città non avrebbe capito. Siamo stati dipinti come quelli che avevano pretese irrealistiche e aiutavano a vincere la destra, con il corredo laterale di insulti e minacce. Ora invece si chiede il confronto.
Bene, siamo contenti, evidentemente avevamo qualche ragione, evidentemente le notti portano consiglio, evidentemente ci si è resi conto che l’autosufficienza non porta molto lontano specie se non è montata nessuna onda travolgente di entusiasmo. È un peccato che si sia perso tutto questo tempo ma se l’obiettivo è costruire una proposta politica seria, un progetto politico condiviso noi siamo interessati.
Per questo pensiamo fermamente che, pur essendo positiva l’apertura della Natalicchio, sarebbe un errore pensare di risolvere tutto in un confronto personalistico attraverso l’indizione unilaterale di primarie il 7 aprile, quasi che si trattasse di una scampagnata per cui tenersi liberi, quasi che discutere di programma, coalizione e regole sia ininfluente o già deciso da qualcuno ancora in splendida solitudine.
Così come presentata la proposta di primarie sembra quasi lanciata per farla cadere nel vuoto o ad esclusivo uso e consumo mediatico ma, al di là dei modi incauti, non siamo malpensanti e vogliamo andare alla sostanza. Se c’è disponibilità a ragionare per decidere insieme, riconsiderando le scelte fatte finora per consentire a tutte le forze sane la costruzione di una alternativa, noi siamo interessati.
Per questo siamo convinti innanzi tutto che bisogna recuperare il dialogo con interlocutori – quali il movimento Linea Diritta – con cui forse qualcosa è andato storto, evitando di dipingere qualcuno nel giro di qualche ora da persona perbene a “sfasciacarrozze” se solleva sensate obiezioni di merito e di metodo alla proposta estemporanea di primarie.
Se i partiti di Pd e Sel, finora abbastanza silenti, vogliono davvero trovare una soluzione sappiano che siamo disponibili. Se c’è questa volontà, allora possiamo davvero costruire una coalizione di sinistra plurale con una visione alternativa di città, un programma vero basato sulle lotte di questi anni e una candidatura autorevole, tutti elementi necessari per sbaragliare la destra.

Partito della Rifondazione Comunista – Molfetta

Pubblicato su www.rifondazionemolfetta.info

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